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17 dicembre 2014
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STOP ALLE PERDITE DI ARIA COMPRESSA.

Tra le varie attività, la Ns. Società esegue anche la ricerca strumentale di perdite aria compressa su impianti industriali e artigianali, di piccole, medie e grosse dimensioni, individuando e segnalando le posizioni di perdita invisibili e non rilevabili durante la normale attività dell’impianto.

Le tecniche di indagine per la ricerca di fughe vedono l’utilizzo di specifici sensori ultrasonici o di test con Elio e permettono di eliminare le perdite di aria compressa, riducendo in modo significativo i costi di energia elettrica in quanto i compressori andranno a lavorare meno per mantenere l’impianto in pressione.

Una perdita di aria compressa avviene con il passaggio dell’aria da un ambiente ad alta pressione ad uno a bassa pressione e questo crea turbolenza più o meno forte e produce ultrasuoni nei casi di grosse e medie perdite, mentre nei casi di microperdite la situazione è leggermente diversa e la produzione di ultrasuoni è legata all’operatività del tecnico tramite una accurata tecnica di bagnatura della superficie in verifica, oppure ad un’attività di indagine con tecniche diverse tramite l’uso di Elio, come ad esempio per la ricerca di micro perdite negli impianti di aria o perdite nelle reti di tubazioni per distribuzione di ossigeno in strutture ospedaliere.

Ogni posizione di perdita di aria, rappresenta un motivo di abbassamento della pressione dell’impianto costringendo il compressore ad avviarsi continuamente con un notevole spreco di energia elettrica, produzione di inquinamento acustico e un calo generale di resa dell’impianto.

La risorse economiche sprecate, dovute al notevole consumo di energia elettrica a carico dell’azienda vengono mediamente stimate in circa il 5-7% della spesa annuale di energia elettrica. Per portare un semplice esempio, basta pensare che un tubetto morbido danneggiato da stress d’uso e non correttamente manutenzionato può generare una piccola perdita di aria che provoca un danno fino a circa 3 centesimi di Euro ogni metro cubo di aria persa, arrivando quindi a generare costi in perdita di centinaia di Euro ogni anno, quindi basta moltiplicare per ogni singolo punto di perdita per capire di che tipo di danno si può incorrere.

Molto spesso un’azienda sottoposta ad un continuo ciclo lavorativo, riesce ad accorgersi di avere delle perdite dall’impianto di aria compressa solo durante le fermate dovute a ferie del personale o per fermo manutenzione dell’impianto, in quanto durante queste pause i compressori continuano ad avviarsi ripetutamente per pompare aria nell’impianto anche se nessuna macchina la stà utilizzando e questo avviene per mantenere stabile la pressione di esercizio.

Si può stimare che eliminando le perdite di aria compressa da un impianto, la resa dello stesso impianto arrivi a guadagnare fino al 40% in più di efficenza e questo senza potenziare o sostituire i compressori.

Altro fattore da non sottovalutare è la minore usura dei compressori, che andranno a lavorare meno, attivandosi per il solo ritmo di produzione a cui sono destinati, riducendo quindi interventi di manutenzione, rotture e allungandone la vita media.

Potete in modo molto semplice accertarvi se esistono perdite di aria dal vostro impianto, eseguendo una semplice prova, basta ascoltare il compressore se si avvia dopo un pò di tempo che non viene utilizzata aria compressa e se il riavvio avviene in modo sistematico e periodicamente significa che ci sono sicuramente delle perdite di aria compressa, ed enormi quantità di energia sta andando sprecate.

 

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Per capire cosa significa in termini di costi una perdita d’aria compressa si può portare di esempio un semplice forellino di 1 mm che provoca una maggiore spesa di energia elettrica di circa 300 Euro all’anno, quindi in un impianto dove ci possono essere centinaia di possibili punti di perdita si fa presto ad ammortizzare il costo di un intervento di ricerca delle perdite.

Molto spesso si sottovalutano le perdite di aria compressa perchè rispetto ad una perdita di acqua, l’aria non bagna e non fa danno su muri e soffitti, quindi si dice “tanto è solo aria” lasciando che l’aria ritorni semplicemente in libertà come fosse una cosa naturale  “tanto è aria che va nell’aria che danno fa… tanto poi il compressore la rimette dentro ai tubi”, ma si commette un grosso errore a pensarla così, in quanto quell’aria compressa ha un costo, perchè l’energia elettrica per produrla è costosa e richiede un ciclo produttivo, che in qualche modo inquina l’ambiente, quindi anche l’aria che va nell’aria, a modo suo inquina.

 

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